Per combattere la cimice asiatica servono i Samurai

Per combattere la minaccia che viene dall’Estremo Oriente non potevano che scendere in campo i samurai. Non si tratta però della casta di guerrieri del Sol levante, erede delle antiche tradizioni militari giapponesi, bensì delle vespe samurai, un imenottero parassitoide che deposita le proprie uova in quelle della cimice nutrendosi di esse. Quando le larve della vespa si sviluppano uccidono le uova della cimice, stroncando così sul nascere questo flagello per l’agricoltura locale.

“Sono diversi anni che le cimici asiatiche infestano le produzioni agricole emiliane e romagnole – spiega la consigliera regionale Manuela Rontini – tanto che i primi avvistamenti di Halyomrpha halys risalgono al 2012 nel modenese. Da lì le cimici marmorate si sono diffuse ben presto in tutto il Nord Italia. Innocue per l’uomo, sono un serio pericolo per molte piante ed è difficilissimo contrastarle, dato che le norme europee e nazionali vietano la diffusione in natura di specie alloctone. Così gli agricoltori devono ricorrere a teli e protezioni fisiche. È tempo però di spingere affinché siano messi in atto nuovi mezzi di contrasto, chiedendo le deroghe del caso”.

A questo fine, la consigliera Rontini ha presentato come prima firmataria un’interrogazione alla Giunta regionale, chiedendo quali iniziative intenda promuovere la Regione per sollecitare il Governo ad approvare, con la massima urgenza, il Decreto ministeriale che dovrà definire i criteri per il via libera all’immissione di un insetto che si è rivelato molto promettente nella lotta alle cimici: la vespa samurai.

“Questo decreto permetterebbe agli agricoltori emiliano romagnoli di adottare un sistema efficace contro la diffusione della cimice asiatica ed eviterebbe che, anche nella stagione agraria 2019 (già caratterizzata da ripetuti episodi di maltempo), le nostre pregiate colture frutticole siano messe a repentaglio come purtroppo già successo nelle ultime annate”.

L’impegno della Regione Emilia-Romagna in questo campo è stato deciso: nel 2017 vennero stanziati 10 milioni di euro per la diffusione di reti anti-insetti nei frutteti a rischio (oltre all’avvio di test di lotta biologica), mentre un bando chiuso lo scorso marzo ha stanziato altri 2,76 milioni di euro (frutto del Psr 2014-2020).

“È tempo di passare dalle ricerche e sperimentazioni all’impiego sul campo – afferma la consigliera Rontini – dato il diffondersi esponenziale delle cimici. Le vespe samurai, o Trissolcus japonicus, hanno dimostrato di essere il predatore d’eccellenza per le cimici, tanto che in Asia ne rappresentano l’antagonista naturale. Il loro rilascio, da monitorare comunque con attenzione, permetterà di proteggere in modo biologico le nostre preziose produzioni agricole”.

> Il testo dell’interrogazione

[Foto CC]

Condividilo:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.