Memoria del Novecento: in arrivo 70mila euro per progetti in provincia di Ravenna

Prosegue l’obiettivo della legge regionale sulla Memoria

La Regione ha deliberato l’assegnazione dei fondi previsti dal bando relativo alla Legge sulla Memoria del Novecento. “Nel territorio ravennate – riporta la consigliera regionale Pd, Manuela Rontini – arriveranno contributi per 70mila euro, utili a sostenere un corposo programma di attività legate alla valorizzazione dei luoghi della memoria, alla tutela e conservazione dei documenti storici, alla ricerca e alla raccolta delle testimonianze. Fondi destinati a progetti che hanno l’obiettivo di riannodare i fili della memoria, per non far cadere nell’oblio i fatti che hanno segnato il XX secolo e, con essi, il nostro presente”.

L’avviso era rivolto ad Associazioni, Istituzioni senza fini di lucro, Comuni e Unioni di Comuni ed in particolare la Regione ha voluto sostenere la realizzazione di progetti integrati, favorendo l’aggregazione e l’interazione tra i soggetti.

Nello specifico i fondi sosterranno la realizzazione di 7 progetti nel territorio della provincia di Ravenna, 2 dei quali presentati da Enti locali.

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Bando per investimenti urgenti nei Comuni medio-piccoli: 2,5 milioni di euro a disposizione

Per investimenti nei Comuni medi e piccoli, fino a 50mila abitanti, arrivano due milioni e mezzo dalla Regione. Il bando, già aperto, permette a ogni Comune di presentare un solo progetto e, per garantire tempi rapidi, l’ente locale deve essere in grado di presentare il progetto di fattibilità prima della sottoscrizione dell’accordo (previsto per il mese di ottobre) e avere un cronoprogramma dei lavori che preveda il termine entro il 2021.

“Si tratta di una risposta concreta ai bisogni dei Comuni piccoli e medi – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini – frutto della legge regionale da noi approvata lo scorso anno per sostenere lo sviluppo integrato degli ambiti locali. La novità del bando, in scadenza a fine agosto, permetterà ai Comuni di decidere dove intervenire, per rispondere meglio alle esigenze effettive delle persone, con un’operazione pratica di buona amministrazione”.

Il contributo massimo concedibile è pari a 100mila euro per ciascun progetto, tenendo conto che il cofinanziamento non potrà superare l’80 per cento del costo dello stesso. 

Saranno avvantaggiati i progetti presentati dai Comuni fusi e dai Comuni di aree montane o interne; Comuni che dimostrino la copertura finanziaria, che abbiano iscritto l’intervento nell’elenco annuale delle opere e che abbiano la disponibilità del progetto definitivo da approvare; Comuni che presentino istanza corredata da espressione di sostegno da parte della propria Unione.

In seconda battuta, costituiranno elemento premiante anche gli interventi a vantaggio dell’intero ambito territoriale, che possano motivare una particolare qualità di progetto, vantare una elevata rapidità di esecuzione e di eseguibilità.

Il fine è quello di rafforzare le comunità, rendendo questi investimenti funzionali a una rinnovata coesione sociale nelle piccole realtà. L’oggetto degli investimenti non è fissato a priori: può trattarsi di strade, scuole, impianti sportivi, centri di aggregazione e altre opere pubbliche. L’essenziale è integrare strategicamente le scelte di programmazione della Regione e promuovere lo sviluppo economico e sociale degli ambiti locali.

> Il testo del bando

[Foto CC]

Passaggi a livello di Brisighella, tra code e malfunzionamenti. Interrogazione in Regione

Passaggi a livello che restano chiusi per decine di minuti o, peggio, che restano aperti al passaggio dei treni. Succede a Brisighella, località che vede alcune sue strade tagliate in due dalla linea ferroviaria e senza la possibilità di aggirare alcuni passaggi a livello con sottopassi o cavalcavia. È il caso degli attraversamenti di via Casse, via San Ruffillo e via Fornace, strade che ospitano abitazioni e un’importante azienda florovivaistica.

“È ipotizzabile che tali passaggi a livello adottino un sistema antiquato perché vengono ripetutamente segnalati tempi di attesa molto lunghi – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini – specialmente quando i treni sono in ritardo. Nel corso degli ultimi anni sono poi stati evidenziati disservizi, anche piuttosto gravi, quali il passaggio di treni con i passaggi a livello aperti oppure decine di minuti di chiusura senza alcun transito di convogli”.

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Parrucche gratuite ai malati gravi: l’impegno dell’Emilia-Romagna

Ci sono malati gravi, come quelli che lottano contro le malattie autoimmuni o chi si sottopone a terapie contro il cancro, ai quali il sistema pubblico non concede un presidio sanitario importante e a torto sottovalutato: la parrucca.

“Non si tratta di frivolezze estetiche, ma di una necessità per chi, in primo luogo donne e bambini, deve sottoporsi a trattamenti che comportano la perdita totale dei capelli – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini – trovandosi in una situazione di ulteriore sofferenza psicologica. Per questo ho sottoscritto una risoluzione per impegnare la Giunta a stanziare dei contributi rivolti alle persone con questo tipo di problema”.

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Sospetto inquinamento nelle acque irrigue della Bassa ravennate: la Regione deve indagare e risarcire gli agricoltori

Un inquinamento sospetto nelle acque usate per irrigare, con danni alle colture per centinaia di migliaia di euro. Il fatto, risalente allo scorso mese di maggio, è stato lamentato da diversi agricoltori delle zone tra Boncellino, Bagnacavallo e Alfonsine, dopo aver prelevato acqua per irrigare dal canale “Fosso Vecchio”.

Per fare luce sulla vicenda, arrivando al risarcimento delle imprese coinvolte, è stata depositata un’interrogazione in Regione, sottoscritta dai consiglieri regionali Mirco Bagnari e Manuela Rontini.

“Nonostante l’intervento di Arpae – spiega la consigliera regionale Rontini – allo stato attuale non si è potuto risalire precisamente al tipo di inquinante e, parimenti, non possono essere mosse contestazioni di alcun tipo”. 

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Adottato in Aula il Piano dei trasporti 2025, previsioni importanti per la Romagna

Un piano nuovo per la mobilità del futuro, superando un’impostazione vecchia di oltre vent’anni. L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha adottato il Prit 2025, nuovo Piano Regionale Integrato dei Trasporti. Ora, dopo un periodo di osservazioni, il Piano tornerà in Giunta per le controdeduzioni, con l’obiettivo di un’approvazione definitiva entro l’autunno.

“Il Prit che abbiamo adottato – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini, presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Mobilità dell’Assemblea legislativa – pone le basi per una nuova cultura della mobilità e pianifica il sistema dei trasporti da qui al 2025. Un documento importante e ambizioso con cui diamo una cornice, un senso e un’anima ad una serie di scelte che abbiamo fatto fin dall’inizio della legislatura, pianificando come immaginiamo la mobilità dei prossimi anni, tenendo insieme sostenibilità ambientale e competitività”.

Il documento è stato adottato dopo un lungo percorso: 11 sedute di Commissione, una udienza conoscitiva, sei forum tematici e quasi 17 ore di confronto.

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Microcredito d’emergenza: proposta di legge regionale per avviarlo già nell’anno in corso

Un prestito veloce, per far fronte a situazioni d’emergenza, rivolto a chi di prestiti non può chiederne. Si tratta del microcredito, un finanziamento di modesta entità pensato inizialmente per i paesi del terzo mondo e diffusosi negli anni anche in Occidente, dove ha lenito gli effetti della crisi economica sulle fasce più deboli della popolazione.

“Ci sono persone che, per la loro vulnerabilità sociale ed economica, sono escluse di norma dai canali commerciali del credito – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini – pensiamo ai disoccupati o a chi non è autosufficiente. Il microcredito d’emergenza garantisce loro l’acquisto di beni primari, con prestiti fino a 10mila euro da restituire al massimo in cinque anni. Un modello che funziona e che, come Regione, vogliamo sostenere con una legge che stanzia risorse ad hoc”.

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Una giornata nazionale per celebrare Dante Alighieri

Un giorno tutto dedicato al Sommo poeta, colui che è considerato il padre della lingua italiana: Dante Alighieri. A proporlo formalmente è una risoluzione presentata nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, terra che da quasi settecento anni accoglie i resti mortali del poeta fiorentino, rilanciando quanto già suggerito dagli studiosi sulle pagine del Corriere della Sera.

“Con questa risoluzione vogliamo impegnare la Giunta ad attivarsi con le istituzioni nazionali per celebrare degnamente la figura di Dante – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini, firmataria del documento – sia in occasione del 700esimo anniversario della morte del poeta, che cadrà nel 2021, sia negli anni successivi. L’istituzione di una giornata apposita, infatti, potrebbe diventare un appuntamento di carattere internazionale, così come accaduto con il Bloomsday pensato per ricordare Joyce e il suo romanzo Ulisse, utile a diffondere ulteriormente l’opera del Sommo nelle scuole e nel mondo intero”.

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Agricoltura sociale, contributi regionali per 1,4 milioni di euro

Coltivare frutta e ortaggi, coltivando allo stesso tempo le nuove generazioni e la solidarietà. Un bando della Regione Emilia-Romagna mette a disposizione degli agricoltori 1,4 milioni di euro per aprire un agri-nido o un agri-asilo, avviare progetti-pilota di contrasto alle nuove povertà (disoccupati o esodati), accogliere nuclei familiari in difficoltà con bimbi piccoli o anziani non del tutto autosufficienti, avviare tirocini formativi per l’integrazione di persone svantaggiate.

I fondi potranno essere usati per la costruzione, ristrutturazione o l’ampliamento di immobili o locali da destinare a queste attività, in convenzione con i Comuni o altri enti pubblici (Asp, Ausl, …) che si occupano di servizi alla collettività.

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Si spegne l’inceneritore di Ravenna: una pietra miliare nel percorso avviato dal Piano dei rifiuti

A tre anni dall’approvazione del Piano regionale dei rifiuti, che punta con forza sulla riduzione, il riuso e il riciclo, è stato raggiunto un obiettivo importante: la chiusura dell’inceneritore di Ravenna (Ire). L’impianto, secondo il programma concordato tra Regione, Comune ed Hera, sarà spento entro la fine dell’anno.

La chiusura non comprometterà l’autosufficienza della regione nella gestione e nello smaltimento dei rifiuti, garantita da un lato attraverso l’efficace utilizzo degli altri impianti presenti nel territorio, secondo la programmazione definita, e dall’altro in particolare, dall’aumento della raccolta differenziata. Proprio la differenziata ha toccato nel 2018 quota 68 per cento (più 3,7 per cento sull’anno precedente), avvicinandosi all’obiettivo del 73 per cento entro il 2020 previsto dal Piano regionale.

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