Un piano per liberare, tutti insieme, l’Emilia-Romagna dalla plastica

Azioni a tutto campo contro la plastica in Emilia-Romagna. Una strategia in 15 azioni concordata con il mondo economico, per riconvertire i processi produttivi e dire addio a stoviglie, posate e bottiglie, grandi e piccole, in favore di materiali alternativi ed ecocompatibili (eccezion fatta per i presidi medico-sanitari). 

PlasticFreER” è il Piano della Regione approvato dalla Giunta regionale per una strategia condivisa con enti pubblici, imprese, sindacati, associazioni e comunità scientifica per liberare dalla plastica usa e getta uffici, mense, sagre e feste e ripulire spazi pubblici, fiumi, mare e spiagge.

Riconvertire, ridurre e ripulire. Sono tre i pilastri della norma approvata dalla Giunta regionale che si traducono in sostegno, con fondi e incentivi, per la riconversione delle imprese che producono plastica con particolare riferimento a quella monouso; aiuti agli enti pubblici e ai privati che decidono di ridurne l’uso e un progetto speciale di pulizia per rimuovere i rifiuti – in particolare quelli plastici – dai letti dei corsi d’acqua, dal mare e dagli spazi pubblici.

“Non solo questo piano non sarà punitivo nei confronti delle imprese – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini, presidente della commissione Territorio, Ambiente e Mobilità dell’Assemblea legislativa – ma al contrario le affiancherà per far sì che dall’addio alla plastica possano nascere nuove opportunità di sviluppo e occupazione. Ci sarà una cabina di regia che valuterà in modo puntuale l’impatto sull’economia e sull’ambiente. Per un’economia davvero sostenibile, in grado di garantire un futuro al nostro pianeta e alle giovani generazioni”.

La Regione ha reso disponibili da subito quasi 2 milioni di euro, ma la cifra potrebbe aumentare in sede di discussione del bilancio 2020, da approvare a inizio dicembre.

Alcune azioni, in sintesi

Tra le azioni previste, in primo luogo un’azione capillare all’interno della Regione e nelle sedi delle agenzie regionali e delle società in house per la sostituzione progressiva di tutti i prodotti in plastica monouso, bottigliette comprese, oltre che nelle mense e nei bar interni di ospedali, scuole e aziende, sulle spiagge, negli stabilimenti balneari, nelle aree protette, nelle sagre, feste e manifestazioni pubbliche, negli eventi sportivi. 

Con un sistema di premi e incentivi per tutte le realtà, pubbliche e private, che sostituiranno il monouso con oggetti riciclabili e riutilizzabili.

E poi un progetto speciale di raccolta delle plastiche abbandonate nell’ambiente per limitare l’inquinamento, oltre che dei fiumi e degli spazi pubblici, anche del mare con la possibilità di un accordo agricolo di filiera specifico per le associazioni dei pescatori e degli acquacoltori. E il sostegno alla progettazione di nuovi prodotti che rispondano alle esigenze di riutilizzo, riparazione e riciclaggio nei settori agricolo, agroalimentare e della miticoltura.

Ancora, allo studio incentivi per promuovere la vendita di prodotti sfusi negli esercizi commerciali, in linea con le azioni previste dal Governo nazionale. 

E per i Comuni contributi del “fondo d’ambito” legati ad azioni di prevenzione e riduzione di imballaggi in plastica, utilizzando ad esempio le cosiddette “casette dell’acqua”, i “kit di lavastoviglie” e le stoviglie riutilizzabili.

Per il mondo dell’impresa e del lavoro è previsto il sostegno alla riconversione industriale dei processi e dei prodotti nell’ottica dell’economia circolare, anche attraverso progetti di ricerca e sperimentali che portino verso soluzioni eco-compatibili in sostituzione delle attuali plastiche o all’utilizzo di plastiche riutilizzabili; si prevede poi la possibilità di percorsi di riqualificazione professionale con l’obiettivo di tutelare e riqualificare l’occupazione.

Sarà disponibile anche un Portale della prevenzione sul web, per raccogliere e divulgare le iniziative realizzate sul territorio per la riduzione della produzione dei rifiuti urbani e speciali.

> Le 15 azioni contro la plastica

> Il testo della delibera

[Foto CC]

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