Un altro passo avanti verso il riconoscimento Unesco della Vena del gesso

Appaiono immobili da migliaia di anni, eppure avanzano spedite verso il riconoscimento Unesco. Sono le aree carsiche gessose dell’Emilia-Romagna, candidate all’elenco italiano dei siti naturalistici patrimonio mondiale dell’umanità.

Il sito è costituito da varie aree carsiche, che si estendono dall’Appennino reggiano fino al Faentino (parco regionale della Vena del Gesso romagnola), tutte con peculiarità uniche a livello mondiale.

Il percorso di candidatura del progetto “Grotte e carsismo evaporitico dell’Emilia-Romagna” è stato condiviso di recente nella commissione Ambiente dell’Assemblea legislativa, presieduta dalla consigliera regionale Manuela Rontini, a cui sono intervenuti Massimiliano Costa (direttore dell’Ente parco e coordinatore della candidatura) e l’assessore regionale Paola Gazzolo. Qui è arrivato il primo via libera al protocollo d’intesa istituzionale della candidatura, che a seguito dell’approvazione in Giunta potrà ora continuare con rinnovato slancio il suo percorso.

“Se la candidatura dovesse andare a buon fine, come tutti ci auguriamo – ha rimarcato la presidente Rontini – lo status di Patrimonio mondiale dell’umanità sarà sicuramente un traino importante per il turismo. I gessi dell’Emilia-Romagna sono i più studiati al mondo e hanno iniziato a suscitare interesse già dal Seicento proprio per le loro caratteristiche peculiari. Per raggiungere questo obiettivo, il gioco di squadra è essenziale e il protocollo tra tutte le Istituzioni territoriali va in questa direzione, facendo avanzare la candidatura lungo i binari giusti”.

Il protocollo, che ora dovrà essere approvato da tutti i Comuni coinvolti, sostiene e supporta in ogni sua fase la candidatura per mezzo di un comitato istituzionale. Il fine è quello promuovere sui territori (in maniera congiunta) azioni, progetti, programmi e strategie per lo sviluppo di varie tematiche: la difesa dell’equilibrio ambientale e la tutela degli ecosistemi, la protezione e conservazione dei geositi, la valorizzazione degli aspetti storici, culturali, sociali e archeologici, l’educazione ambientale della popolazione e lo sviluppo sostenibile del territorio.

Il percorso della candidatura è condiviso da diversi soggetti, come gli Enti di gestione per i parchi e la biodiversità, il parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, i Comuni, l’associazionismo e tutti gli attori che ruotano attorno alla Regione Emilia-Romagna, che raccolse la proposta della Federazione speleologica regionale.

La candidatura sarà consegnata al ministero entro giugno in forma di bozza, poi in via definitiva entro dicembre, in tempo per la selezione del 2020 a Parigi.

> Le slide di presentazione della candidatura “Evaporite karst & caves of Emilia-Romagna Region”

> Le slide di presentazione del Protocollo di intesa

> Protocollo di intesa fra gli enti territoriali della Regione Emilia-Romagna per il supporto alla candidatura

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