Lavoratori della “Gig economy”: il percorso per i diritti parte dall’Emilia-Romagna

DSC01878Nelle grandi città il commercio elettronico si è esteso, ormai da tempo, al settore della consegna a domicilio dei pasti. Perciò i riders addetti alle consegne, o ciclofattorini, sfrecciano sempre più numerosi sulle strade urbane in una corsa contro il tempo.

Si tratta di nuovi posti di lavoro dagli orari flessibili, ideali per gli studenti, però poco tutelati. Per cercare di fissare una serie di garanzie minime in questo settore, in cui difficilmente si possono applicare le classiche forme di protezione, nel mese di maggio è stata firmata a Bologna la “Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano”.

Un documento sostenuto dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, che con una propria risoluzione (approvata all’unanimità) ha chiesto alla Giunta regionale “di attivarsi affinché i principi contenuti nella Carta siano inseriti nel Patto per il lavoro” estendendoli a tutto il territorio regionale, sollecitando inoltre il Parlamento ad adottare norme in merito. Continua a leggere →

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Nuova legge regionale per tutelare i diritti di consumatori e utenti

Maggiori tutele, ma non solo, nella nuova legge regionale sui diritti di consumatori e utenti votata dall’Assemblea legislativa. Il provvedimento (che prende il posto della vecchia legge del ’92) tocca diversi aspetti, con tutele rafforzate nelle fasi di regolamentazione riguardanti la tutela della salute, le attività produttive, l’informazione al pubblico. Aumenta il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori, grazie ad una consulta dedicata, mentre è previsto un sostegno finanziario ai progetti dell’associazionismo.

“Il nuovo provvedimento pone l’accento, tra le tante cose, anche sull’educazione ai consumi – spiega la consigliera regionale Manuela Rontini – perché aumenti tra i cittadini la consapevolezza che ogni acquisto, dal più piccolo al più grande, ha un impatto sulla comunità, in termini ambientali e sociali ancor prima che economici. Tutelare i consumatori o gli utenti dei servizi infatti è importante, ma bisogna allo stesso tempo scongiurare il rischio che la società dei consumi ci releghi a fruitori passivi, una catena di individui alla mercé del marketing. Il consumatore resta sempre una persona, un cittadino parte di una comunità più ampia, che si nutre di relazioni e di scelte fatte con cognizione di causa”.

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