Piccolo commercio in aree periferiche o montane: via al nuovo bando regionale da 800mila euro

Buone notizie per il commercio nelle piccole comunità. È in arrivo infatti un bando regionale da 800mila euro per gli esercizi commerciali polifunzionali in aree svantaggiate.

“Avevamo promesso di rendere più efficaci le misure a sostegno del piccolo commercio nelle aree montane e periferiche a rischio spopolamento, e così è stato – spiega la consigliera regionale Manuela Rontini –. Sostenere queste attività significa mantenere vive le comunità a cui offrono un prezioso servizio. Il bando, da 800mila euro, metà per l’anno in corso e metà per quello venturo, prevede l’assegnazione di contributi per progetti di insediamento, avvio o sviluppo di attività in aree a rarefazione commerciale. Si tratta di zone caratterizzate dalla presenza di un massimo di tre esercizi per meno di 3mila abitanti. Sono comprese anche quelle aree con meno di 350 abitanti e un solo esercizio commerciale attivo”.

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Un trampolino da tre milioni di euro per digitalizzare i piccoli negozi

Contributi a fondo perduto per spingere i piccoli negozi a tuffarsi nel mare della Rete. A disposizione ci sono tre milioni di euro, stanziati dalla Regione Emilia-Romagna per incentivare l’e-commerce, organizzare le cosiddette “vetrine intelligenti” e agevolare la digitalizzazione.

Potranno beneficiarne, in particolare, i piccoli esercizi di vicinato in sede fissa: con una superficie di vendita fino a 150 metri quadrati nei piccoli Comuni (meno di 10mila abitanti) o fino a 250 metri quadrati nei Comuni con più di 10mila abitanti.

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Piccolo commercio: il futuro passa dall’innovazione

Se la grande distribuzione organizzata soffre la concorrenza dei giganti della vendita online (i grandi centri commerciali negli Stati Uniti si sono quasi dimezzati nel giro di un decennio), i piccoli negozi non se la passano meglio.

Eppure, questi negozi rappresentano spesso la storia di una comunità, in special modo di quelle più piccole. Una storia da aggiornare con gli ultimi ritrovati digitali, per fare in modo che possa continuare negli anni a venire, evitando l’impoverimento imprenditoriale delle comunità, con ricadute negative sull’occupazione e sul tessuto sociale. Continua a leggere →

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