Un altro passo avanti verso il riconoscimento Unesco della Vena del gesso

Appaiono immobili da migliaia di anni, eppure avanzano spedite verso il riconoscimento Unesco. Sono le aree carsiche gessose dell’Emilia-Romagna, candidate all’elenco italiano dei siti naturalistici patrimonio mondiale dell’umanità.

Il sito è costituito da varie aree carsiche, che si estendono dall’Appennino reggiano fino al Faentino (parco regionale della Vena del Gesso romagnola), tutte con peculiarità uniche a livello mondiale.

Il percorso di candidatura del progetto “Grotte e carsismo evaporitico dell’Emilia-Romagna” è stato condiviso di recente nella commissione Ambiente dell’Assemblea legislativa, presieduta dalla consigliera regionale Manuela Rontini, da Massimiliano Costa (direttore dell’Ente parco e coordinatore della candidatura) e dall’assessore regionale Paola Gazzolo. Qui è arrivato il primo via libera al protocollo d’intesa istituzionale della candidatura, che a seguito dell’approvazione in Giunta potrà ora continuare con rinnovato slancio il suo percorso.

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Urgono rinforzi di personale per le aree protette romagnole

Due persone per la tutela delle aree protette della Romagna. Meno di dieci persone con compiti di vigilanza in tutta la regione. Sono questi i numeri, risibili, del personale assegnato degli enti “di gestione per i parchi e la biodiversità” dell’Emilia-Romagna.

La situazione più drammatica tra i cinque Enti presenti in regione, comunque, la vive proprio la Romagna: “Al 31 dicembre 2015 il personale assunto dagli Enti di gestione per i Parchi e la Biodiversità era pari a 103 unità. Di questi solo due, oltre ad una terza persona in comando parziale al 50 per cento dalla provincia di Forlì–Cesena, sono in capo all’Ente di gestione della Romagna, contro i 31 dell’Emilia occidentale, 20 dell’Emilia centrale, 24 dell’Emilia orientale e 25 del Delta del Po”. A segnalare questo squilibrio è un’interrogazione dei consiglieri regionali Pd Manuela Rontini, Mirco Bagnari e Roberto Poli. Continua a leggere →

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