Maltempo in montagna: cinque milioni dalla Regione per ripristinare strade e ponti

Ripristino di strade, ricostruzione e messa in sicurezza di ponti e passerelle, consolidamento di versanti interessati da frane, lavori di risistemazione dell’assetto idrogeologico del territorio. Sono 70 gli interventi urgenti per riparare i danni alla viabilità e alla circolazione stradale causati dagli episodi di maltempo che hanno colpito le aree collinari e montane del territorio regionale nel triennio 2017-2019.

I progetti, per un importo complessivo di 5 milioni di euro, riguardano oltre 50 Comuni delle otto province appenniniche dell’Emilia-Romagna e saranno realizzati grazie ad uno stanziamento aggiuntivo messo a disposizione dell’Agenzia regionale di Protezione civile nell’ambito della manovra di assestamento del bilancio regionale triennale 2019-2021.

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Danni da maltempo, l’Emilia-Romagna punti i piedi a Roma

I nubifragi dello scorso 13 maggio hanno fatto danni in gran parte dell’Emilia-Romagna, con allagamenti, frane e smottamenti, mettendo in ginocchio molte aziende agricole. Per questo, la Regione deve sollecitare il Governo a mettere in campo strumenti e incentivi per il mondo agricolo locale.

A chiederlo è un’interrogazione alla Giunta regionale: “In Emilia-Romagna non aspettiamo l’intervento dello Stato centrale per rimboccarci le maniche – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini, firmataria del documento – ma il Governo deve fare la propria parte nel sostenere i territori e le imprese duramente colpiti dai violenti nubifragi di metà maggio”.

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Stop del Governo al piano contro il rischio idrogeologico, interventi a rischio anche in Romagna

Il Governo ha cancellato il piano “Italia Sicura”, utilissimo strumento operativo che dal 2014 ha realizzato innumerevoli interventi su tutto il territorio nazionale, sia contro il dissesto idrogeologico che per lo sviluppo delle infrastrutture idriche. Ora quale futuro attende gli interventi previsti nei territori del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale?

Questa la domanda che viene rivolta alla Giunta regionale da un’interrogazione sottoscritta da Manuela Rontini: “Quella del Governo Conte è una scelta francamente incomprensibile. Rinuncia superficialmente ad un mutuo con la Banca europea degli investimenti per 800 milioni di euro, a condizioni estremamente favorevoli, preferendo rivolgersi al mercato dei capitali, con l’incremento di debito pubblico o con l’emissione di obbligazioni, pagando per questa operazione tassi fino a cinque volte più alti rispetto all’operazione con la Bei. L’ennesimo atto schizofrenico di un Governo che a parole dice di perseguire la strada della “spesa razionale” ma nei fatti prende decisioni oltremodo dannose per l’economia e i territori”.

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Difesa del suolo: finanziati gli interventi di messa in sicurezza e le opere di prevenzione

Prima una serie di opere per ricucire e risanare il territorio ferito dalla furia della natura. Poi, a stretto giro, una serie di interventi pensati per prevenire i dissesti futuri.

Il piano della Regione prevede, nel complesso, oltre 700 interventi in Emilia-Romagna per 147 milioni di euro. Di questi, 18,7 milioni riguardano il territorio provinciale di Ravenna, con 44 cantieri per la sistemazione di frane, versanti, fiumi, ripristino di strade e opere idrauliche nelle aree colpite nel biennio 2017-2018 (quando venne proclamata l’emergenza nazionale), oltre a interventi attesi da tempo come la cassa di espansione del fiume Senio (8,5 milioni di euro).

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Contro il dissesto montano lavori per 11,7 milioni di euro

Nel ravennate previsti 29 interventi in capo al Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale

Manutenzioni di argini, pulizia degli alvei, messa in sicurezza di canali o briglie di fiume, sono ben 287 i nuovi cantieri pronti a partire, lungo l’Appennino regionale, per elevare i livelli di sicurezza del territorio contro il dissesto idrogeologico.

Gli interventi, programmati dai Consorzi di bonifica in tutte le aree montane, sono finanziati con oltre 11,7 milioni di euro, pari ai due terzi dei contributi di bonifica riscossi nelle aree montane della regione.

Da realizzarsi entro l’anno, i lavori riguarderanno il presidio di torrenti e fossi minori, il consolidamento dei versanti della montagna, la manutenzione della vegetazione lungo i corsi d’acqua, delle strade e degli acquedotti di bonifica in diverse località in vari comuni. Nei fiumi saranno ripristinate diverse “briglie”, opere d’ingegneria idraulica concepite per ridurre il trasporto di materiale solido di fondo da parte di un corso d’acqua. Continua a leggere →

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