Balneazione e ristorazione, dall’Emilia-Romagna un no ai documenti Inail

“Per molte imprese e lavoratori una condanna a chiudere, fare debiti, rinunciare al lavoro”

“Distanziamento, turnazione, modalità di accoglienza e gestione della clientela. I documenti tecnici, sottoscritti anche dall’Istituto Superiore di Sanità, che Inail ha fatto circolare in materia di ristorazione e servizi balneari descrivono un’utopia insostenibile. Per alcuni, operatori e lavoratori delle centinaia di migliaia di attività in tutta Italia, sono semplicemente una condanna a chiudere, a fare debiti, alla rinuncia al lavoro.”

Questa la presa di posizione comune ai consiglieri Pd eletti nel territorio della costa dell’Emilia-Romagna.

“Senza entrare nel merito di quanto immaginato da Inail, sottolineiamo come sia mancata una condivisione di quelle indicazioni con enti, organizzazioni e rappresentanti delle comunità che dovrebbero metterle in pratica. In Regione Emilia-Romagna, visto che non si può più aspettare, stiamo facendo altro, partendo proprio dalle proposte degli operatori e dei loro rappresentanti per costruire un perimetro sostenibile e credibile di regole e di buone pratiche che consentano di lavorare in sicurezza.”

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“Le nostre misure straordinarie per far ripartire tutta l’economia”

Intervista pubblicata su SetteSere dell’8 maggio 2020

Consigliera Rontini, dopo due mesi di “Covid-19” dall’emergenza sanitaria, in miglioramento, si sta passando a quella economica. Quali sono le misure più importanti contenute nel “bazooka” da 14 miliardi annunciate dal presidente Bonaccini?

Dietro quel piano, presentato nei giorni scorsi dal Presidente Bonaccini, c’è innanzitutto la convinzione che, a fronte della più grande crisi dal dopoguerra ad oggi, servano misure straordinarie a partire da robusti investimenti pubblici. Più nel dettaglio, si tratta di un programma di opere subito cantierabili (6 miliardi già entro l’anno), incentrato su cinque ambiti di intervento: salute, scuola, mobilità, imprese, ambiente e territorio. Ad esempio, 447 milioni di euro sono destinati alla realizzazione di nuove scuole e alla ristrutturazione degli edifici esistenti, con criteri antisismici e a basso impatto ambientale, mentre 350 milioni consentiranno l’apertura di cantieri contro il dissesto idrogeologico.

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