Eliminazione barriere architettoniche: accolte tutte le richieste

Oltre 240mila euro di interventi nel ravennate

Dopo il riparto dei fondi nazionali contro le barriere architettoniche, nel maggio scorso, questa volta è il turno dei fondi regionali pensati per lo stesso scopo. Più di due milioni e mezzo di euro per rendere più accessibili le case di anziani o disabili, aumentando l’autonomia delle persone e con essa la qualità della vita.

“Grazie a questi stanziamenti, i Comuni potranno soddisfare tutte le richieste a loro giunte – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini – coprendo il costo di interventi come l’abbattimento di uno scalino, l’allargamento di porte troppo strette per il passaggio della carrozzina, il rifacimento di un bagno per adattarlo alle mutate esigenze o la realizzazione di un montascale o un ascensore in case che ne sono sprovviste. Nel territorio ravennate questi ultimi stanziamenti superano i 240mila euro, 88mila dei quali per interventi nel comune di Ravenna e quasi 41mila in quello di Faenza. Dall’inizio della legislatura, complessivamente, abbiamo stanziato oltre 23 milioni di euro per l’abbattimento delle barriere architettoniche”.

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Case-famiglia e strutture per anziani, un settore cruciale da qualificare con norme rigorose

Il settore dell’assistenza è delicato e cruciale. In Emilia-Romagna conta quasi 1200 strutture (28mila posti complessivi), attive tra assistenza socio-sanitaria e socio-assistenziale, in un sistema integrato tra pubblico, privato accreditato e privato autorizzato. Di queste, ben 980 sono destinate agli anziani (19600 posti) mentre 250 alle persone con disabilità (8200 posti).

“Una rete importante e fitta di case residenza, centri diurni, case di riposo e comunità alloggio – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini – tenuta salda, in gran parte, dal Fondo regionale per la non autosufficienza. Basti pensare che lo scorso anno la Regione ha stanziato per esso 441 milioni di euro, sei milioni in più rispetto al 2017, una cifra pari a quanto lo Stato spende per questo settore nell’Italia intera. Per qualificare questo sistema, però, servono regole nuove. La Regione farà la sua parte, ma lo Stato deve mettere mano a quanto di sua competenza, sottoponendo ad esempio le case-famiglia ai requisiti del settore pubblico, evitando aperture facili, aumentando i controlli e le professionalità coinvolte”.

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Risorse a sostegno del terzo settore sociale: bando da 1,4 milioni di euro

Per il territorio ravennate a disposizione 152mila euro

Il welfare dell’Emilia-Romagna vuole migliorare e, per farlo, tende la mano al Terzo settore. Sul piatto ci sono 1,7 milioni di euro da distribuire, tramite bando, alle diverse realtà provinciali per progetti in ambito sociale. Fondi messi a disposizione dal Governo per realizzare interventi innovativi, anche coinvolgendo soggetti pubblici e privati del territorio.

“Per le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale della provincia di Ravenna sono a disposizione 152mila euro – spiega la consigliera regionale Manuela Rontini – assegnati al nostro territorio sulla base della popolazione residente. Ai progetti vincitori, fino a nove nel ravennate e dal costo minimo di 12mila euro, potranno andare fino a 22mila 500 euro di contributi, sostenendo così quelle realtà che nelle nostre comunità si occupano di fragilità in modo prezioso e insostituibile”.

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Truffe agli anziani: servono sanzioni più aspre e certezza della pena

Presentata una risoluzione in Regione per sollecitare tutele maggiori da parte del legislatore nazionale

I dati degli ultimi anni indicano che il trend delle truffe agli anziani è in pericoloso aumento. Nel 2012 i raggiri messi in atto verso persone con più di 65 anni erano 12.618; nel 2014 le denunce sono salite a 14.461 per arrivare a quota 15.909 nel 2015. Addirittura, solo nei primi sei mesi del 2016, si sono registrate circa 50 denunce al giorno, per un totale di 9.112.

“Sicuramente l’importante campagna di sensibilizzazione per sollecitare chi subisce truffe o tentativi di truffa a sporgere denuncia ha avuto il merito di far emergere nella loro gravità e dimensione questo fenomeno – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini – facendo sì che anche l’opinione pubblica ne prendesse piena coscienza. Ci tengo a segnalare a riguardo come, oltre alle campagne mediatiche lanciate nei mesi scorsi da alcuni organi di informazione, anche il Comando interregionale Carabinieri Vittorio Veneto, in collaborazione con il Comando Legione Carabinieri Emilia-Romagna abbia dato un grande contributo all’opera di sensibilizzazione, con particolare riguardo al territorio della nostra regione, proponendo un’azione di informazione capillare che ha coinvolto Radio e Tv locali, carta stampata, circoli, parrocchie e il web. Lo slogan scelto dalla Polizia di Stato, inoltre, è stato proprio ‘Non siete soli chiamateci sempre’ e la campagna veicola anche i consigli e le raccomandazioni per evitare le truffe. Eppure tutto questo non basta”. Continua a leggere →

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