Un altro passo avanti verso il riconoscimento Unesco della Vena del gesso

Appaiono immobili da migliaia di anni, eppure avanzano spedite verso il riconoscimento Unesco. Sono le aree carsiche gessose dell’Emilia-Romagna, candidate all’elenco italiano dei siti naturalistici patrimonio mondiale dell’umanità.

Il sito è costituito da varie aree carsiche, che si estendono dall’Appennino reggiano fino al Faentino (parco regionale della Vena del Gesso romagnola), tutte con peculiarità uniche a livello mondiale.

Il percorso di candidatura del progetto “Grotte e carsismo evaporitico dell’Emilia-Romagna” è stato condiviso di recente nella commissione Ambiente dell’Assemblea legislativa, presieduta dalla consigliera regionale Manuela Rontini, da Massimiliano Costa (direttore dell’Ente parco e coordinatore della candidatura) e dall’assessore regionale Paola Gazzolo. Qui è arrivato il primo via libera al protocollo d’intesa istituzionale della candidatura, che a seguito dell’approvazione in Giunta potrà ora continuare con rinnovato slancio il suo percorso.

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Stop del Governo al piano contro il rischio idrogeologico, interventi a rischio anche in Romagna

Il Governo ha cancellato il piano “Italia Sicura”, utilissimo strumento operativo che dal 2014 ha realizzato innumerevoli interventi su tutto il territorio nazionale, sia contro il dissesto idrogeologico che per lo sviluppo delle infrastrutture idriche. Ora quale futuro attende gli interventi previsti nei territori del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale?

Questa la domanda che viene rivolta alla Giunta regionale da un’interrogazione sottoscritta da Manuela Rontini: “Quella del Governo Conte è una scelta francamente incomprensibile. Rinuncia superficialmente ad un mutuo con la Banca europea degli investimenti per 800 milioni di euro, a condizioni estremamente favorevoli, preferendo rivolgersi al mercato dei capitali, con l’incremento di debito pubblico o con l’emissione di obbligazioni, pagando per questa operazione tassi fino a cinque volte più alti rispetto all’operazione con la Bei. L’ennesimo atto schizofrenico di un Governo che a parole dice di perseguire la strada della “spesa razionale” ma nei fatti prende decisioni oltremodo dannose per l’economia e i territori”.

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Difesa del suolo: finanziati gli interventi di messa in sicurezza e le opere di prevenzione

Prima una serie di opere per ricucire e risanare il territorio ferito dalla furia della natura. Poi, a stretto giro, una serie di interventi pensati per prevenire i dissesti futuri.

Il piano della Regione prevede, nel complesso, oltre 700 interventi in Emilia-Romagna per 147 milioni di euro. Di questi, 18,7 milioni riguardano il territorio provinciale di Ravenna, con 44 cantieri per la sistemazione di frane, versanti, fiumi, ripristino di strade e opere idrauliche nelle aree colpite nel biennio 2017-2018 (quando venne proclamata l’emergenza nazionale), oltre a interventi attesi da tempo come la cassa di espansione del fiume Senio (8,5 milioni di euro).

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Rifiuti speciali: riciclare di più si può e si deve

Ci sono materiali che oggi finiscono in inceneritore come “rifiuti speciali” che, invece, potrebbero essere selezionati e reimmessi nel ciclo produttivo, secondo la filosofia dell’economia circolare.

Per questo la consigliera regionale Manuela Rontini ha presentato un’interrogazione dove chiede alla Regione di rilanciare il lavoro del Coordinamento rifiuti speciali (dove Arpae si confronta con le categorie economiche nel “Comitato permanente sottoprodotti”) istituito dalla Regione a seguito di una legge del 2015 che riprende una direttiva europea del 2008.

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Emergenza cinghiali, più strumenti ai cacciatori nei piani di controllo

 “È urgente aumentare l’efficacia dei piani di controllo, per limitare i danni provocati dai cinghiali alla nostra agricoltura”: lo sostiene la consigliera regionale Manuela Rontini, prima firmataria di un’interrogazione sul tema.

Nell’atto ispettivo, sottoscritto anche dal collega Gian Luigi Molinari, si chiede alla Giunta di inserire la braccata tra i metodi di caccia previsti nei piani di controllo e di modificare il regolamento ungulati, dando la possibilità di utilizzare un maggior numero di cani durante la caccia in girata.

“Sarebbe inoltre necessario – chiede l’interrogazione – adottare il principio della soglia del danno tollerabile, cioè fissare un limite preciso oltre il quale non sia possibile andare”.

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Benessere delle api, verso una nuova legge regionale

Non solo sostegni economici al settore dell’apicoltura, comparto decisivo per il futuro del pianeta: dalla Regione sono in arrivo nuove regole per contrastare lo spopolamento degli alveari, assicurando il benessere delle api.

Lo prevede una proposta di legge che sarà discussa a breve in Assemblea legislativa: “Dall’inizio della legislatura gli apicoltori emiliani e romagnoli hanno avuto a disposizione risorse che sfiorano i due milioni di euro – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini – comprendendo fondi nazionali e comunitari. Anche grazie a queste azioni, lo scorso anno, gli alveari sono aumentati del 10 per cento a quota 110mila, mentre la produzione di miele nell’anno in corso è stimata intorno alle 2.500 tonnellate, in risalita rispetto all’anno precedente. Ma per garantire un futuro alle api, responsabili di tre quarti della produzione agricola mondiale grazie alla loro impollinazione, servono norme al passo con i tempi. La proposta di legge che andremo a discutere prende il posto di una legge vecchia di trent’anni, varata in un tempo in cui la grande moria delle api non si era ancora manifestata. Un quadro normativo nuovo, che permetterà ai produttori di operare con regole certe e di livello europeo”. Continua a leggere →

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Lotta alla Cimice asiatica, in arrivo nuove risorse

Un fastidio nelle case, un flagello nei campi. La cimice asiatica (Halyomorpha halys) non punge, non è pericolosa per il genere umano, ma causa gravi danni alle produzioni agricole e può diventare fastidiosa quando si annida negli edifici. Si nutre infatti di piante, danneggiando i raccolti, e in autunno migra verso abitazioni, cantine e magazzini per passare l’inverno.

In questo periodo il caldo anomalo è una delle principali cause dell’invasione di sciami di cimici, e si registrano numeri preoccupanti in diverse aree dell’Emilia-Romagna (dal riminese fino al reggiano, con punte preoccupanti nel modenese). Continua a leggere →

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L’inquinamento padano non ha confini: via libera ai diesel euro 4 aspettando Lombardia e Veneto

Come ogni autunno in Emilia-Romagna sono tornate in vigore le misure di salvaguardia della qualità dell’aria. Il provvedimento, assai articolato, prevedeva tra le altre cose lo stop infrasettimanale ai veicoli diesel fino all’euro 4 (compresi) nelle città oltre i 30mila abitanti, dal primo ottobre a fine marzo.

A seguito di un confronto tra la Regione e i sindaci emiliani e romagnoli, questo punto è stato cambiato limitando il divieto fino ai diesel euro 3 (compresi), come avveniva già negli anni scorsi e come stabilito dalle confinanti Veneto e Lombardia. Continua a leggere →

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Basta plastica in mare, l’impegno della Regione per salvare l’ecosistema

Presentata risoluzione per limitare il flusso di plastica e microplastiche

La plastica che finisce in mare non si limita a inquinare: uccide i pesci e avvelena l’ecosistema marino. Per questo una risoluzione presentata in Regione Emilia-Romagna (prima firmataria Lia Montalti) vuole impegnare la Giunta a limitare il flusso di plastica e microplastiche nel mare, oltre a sensibilizzare i cittadini alla pulizia dei litorali.

“Si tratta di un problema rilevante sottovalutato da molti – spiega la consigliera regionale Manuela Rontini, firmataria del documento – nonostante i dati siano allarmanti. Nel solo mare Adriatico infatti si toccano punte di 1.000 rifiuti di plastica per chilometro quadrato, nel Golfo di Venezia, e valori decisamente superiori alla media anche nell’area turistica della riviera romagnola. Per questo vogliamo che la Regione promuova ogni azione possibile per limitare il flusso di plastica che finisce in mare, anche aderendo a campagne informative e di comunicazione per sensibilizzare i cittadini alla pulizia dei mari”. Continua a leggere →

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Energie rinnovabili di comunità: un progetto da promuovere

Lasciarsi alle spalle i combustibili fossili? Ci sono piccole comunità che lo hanno già fatto, abbracciando in tutto e per tutto le rinnovabili. Esperienze interessanti da sostenere e diffondere per la consigliera regionale Manuela Rontini, che ha presentato un’interrogazione con cui chiede alla Giunta se intenda riconoscere un ruolo di primo piano allo sviluppo delle “Comunità energetiche” in Emilia-Romagna, “che essendo sistemi di produzione e consumo a chilometro zero di energia rinnovabile, possono coinvolgere le comunità locali trasformando i cittadini utenti da semplici fruitori dei servizi energetici, a protagonisti e promotori della transizione verso la Low carbon economy, con la creazione di nuovi posti di lavoro”.

L’occasione per riconoscere il ruolo di queste comunità potrebbe arrivare nell’ambito del Piano attuativo triennale del nuovo Piano energetico regionale (che ha come orizzonte di riferimento il 2030). Continua a leggere →

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