Un piano per liberare, tutti insieme, l’Emilia-Romagna dalla plastica

Azioni a tutto campo contro la plastica in Emilia-Romagna. Una strategia in 15 azioni concordata con il mondo economico, per riconvertire i processi produttivi e dire addio a stoviglie, posate e bottiglie, grandi e piccole, in favore di materiali alternativi ed ecocompatibili (eccezion fatta per i presidi medico-sanitari). 

PlasticFreER” è il Piano della Regione approvato dalla Giunta regionale per una strategia condivisa con enti pubblici, imprese, sindacati, associazioni e comunità scientifica per liberare dalla plastica usa e getta uffici, mense, sagre e feste e ripulire spazi pubblici, fiumi, mare e spiagge.

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Incendio Lotras, l’Emilia-Romagna al fianco di Faenza

La Regione Emilia-Romagna non ha perso tempo e stanzia risorse per il Comune di Faenza, impegnato nella difficile bonifica seguita all’incendio della Lotras.

Il rogo sviluppatosi il mese scorso ha infatti comportato spese straordinarie per lo smaltimento dei rifiuti speciali, gli interventi di bonifica ambientale e la tutela delle acque pubbliche (per evitare che negli scarichi consorziali finissero agenti inquinanti portati dall’acqua usata per spegnere l’incendio, ben 18mila mq di liquami inquinati). Il bacino di laminazione, che nei prossimi mesi dovrà essere prosciugato e scorticato, ha ancora 8mila mq di acque inquinate.

Il Comune di Faenza, in attesa che la magistratura accerti cause e responsabilità del rogo, dovrà pagare quasi 2,5 mln di euro per questi primi interventi. E altri quattro milioni dovranno essere spesi prossimamente per la bonifica di canali e fognature.

“Per questo, nei giorni scorsi, assieme al sindaco Giovanni Malpezzi abbiamo incontrato l’assessore regionale all’Ambiente e Protezione civile Paola Gazzolo, che ringrazio, chiedendo un aiuto per Faenza” annuncia la consigliera regionale Manuela Rontini.

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Riconversione edifici pubblici: nuovi fondi per il risparmio energetico

Edifici pubblici meno voraci di energia, per un’Emilia-Romagna sempre più ‘verde’. Con un nuovo bando (finanziato con fondi europei Por Fesr), la Regione mette a disposizione oltre 5 milioni di euro per il triennio 2019-21 per sostenere misure di risparmio energetico per gli edifici di Comuni, Unioni di Comuni, Province, società partecipate al 100 per cento da Enti locali e per gli immobili destinati all’edilizia pubblica. Questi fondi si aggiungono a quelli già messi a disposizione a giugno per le Aziende sanitarie, con apposito bando di 6,2 milioni di euro per lo stesso triennio, per un totale di oltre 11 milioni di euro per il risparmio energetico delle strutture pubbliche regionali.

“Che si tratti di impianti di riscaldamento da ripensare con le rinnovabili o di interventi per la riduzione dei consumi – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini – questi progetti permetteranno di inquinare meno, riducendo le emissioni di carbonio. Un altro passo verso la tutela del nostro unico pianeta, messo sempre più a rischio dal riscaldamento globale e dalla scelleratezza di quanti si ostinano a negarlo”.

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Emergenza climatica, anche l’Emilia-Romagna prende posizione

Negli ultimi mesi le piazze di tante località mondiali si sono riempite di giovani che chiedono a gran voce delle risposte forti per salvare il pianeta. I gruppi dei cosiddetti “Fridays for future”, dal nome della settimana scelto per le manifestazioni, si sono diffusi anche a livello locale presentando le loro richieste agli amministratori e a tutte le persone impegnate in politica e nella società.

“Questi giovani hanno ragione e, con il loro entusiasmo, spingono all’impegno chi per troppo tempo si è adagiato sugli allori – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini –. In Emilia-Romagna negli ultimi anni abbiamo preso provvedimenti importanti per l’Ambiente, basti pensare alla legge regionale sull’economia circolare, al Piano energetico, al Piano Aria e alla strategia di mitigazione climatica. Anche la nuova legge urbanistica, puntando al consumo di suolo zero, è un importante tassello di questa strategia. Ma si può fare di più e meglio. E, soprattutto, bisogna agire uniti, a tutti i livelli. In questo senso è apprezzabile che diversi Comuni, tra cui Faenza nei giorni scorsi, abbiano votato la dichiarazione di emergenza climatica, impegnandosi in piccole azioni concrete per la salvaguardia del futuro del pianeta. Ora è tempo che anche la Regione dichiari l’emergenza climatica. Per questo ho sottoscritto un ordine del giorno, presentato dalla collega Lia Montalti, per impegnare la Giunta in questo senso ”.

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Sospetto inquinamento nelle acque irrigue della bassa ravennate: la Regione deve indagare e risarcire gli agricoltori

Un inquinamento sospetto nelle acque usate per irrigare, con danni alle colture per centinaia di migliaia di euro. Il fatto, risalente allo scorso mese di maggio, è stato lamentato da diversi agricoltori delle zone tra Boncellino, Bagnacavallo e Alfonsine, dopo aver prelevato acqua per irrigare dal canale “Fosso Vecchio”.

Per fare luce sulla vicenda, arrivando auspicabilmente al risarcimento delle imprese coinvolte, è stata depositata un’interrogazione in Regione, sottoscritta dai consiglieri regionali Mirco Bagnari e Manuela Rontini.

“Nonostante l’intervento di Arpae – spiega la consigliera regionale Rontini – allo stato attuale non si è potuto risalire precisamente al tipo di inquinante e, parimenti, non possono essere mosse contestazioni di alcun tipo”. 

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Mobilità sostenibile, in Emilia-Romagna tornano gli incentivi alla rottamazione

Un sostegno all’acquisto di una nuova auto amica dell’ambiente rottamando un vecchio mezzo inquinante. Per i cittadini emiliani e romagnoli è ancora possibile chiedere l’ecobonus regionale, grazie alla riapertura dell’apposito bando dall’8 luglio al 30 settembre fino al 29 ottobre.

Il contributo per chi deciderà di sostituire la propria auto potrà arrivare fino a 3mila euro e non sono vincolati al reddito o all’Isee. A questi si possono sommare gli sconti dei concessionari che hanno aderito al protocollo con la Regione, non inferiori al 15 per cento sul prezzo di listino.

“Una seria politica di mobilità sostenibile premia il trasporto pubblico, ma non può e non deve trascurare quello privato – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini, presidente della Commissione Territorio Ambiente e Mobilità dell’Assemblea legislativa – specie se si ha, come in questo caso, l’occasione di svecchiare il parco auto riducendo le emissioni inquinanti”.

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Sentieri dell’Appennino, interrogazione in Regione per i lavori di ripristino

I sentieri sui monti dell’Emilia-Romagna sono un patrimonio di tutti. Dei residenti che abitano quei luoghi, dei fedeli che ripercorrono i secolari cammini dei pellegrini, dei turisti attratti dalle bellezze della natura.

Per mantenere in efficienza la rete dei sentieri appenninici, messi a dura prova dalle ondate di maltempo nell’inverno passato, è stata depositata una specifica interrogazione in Regione: “L’attenzione per i sentieri e i percorsi escursionistici in Emilia-Romagna è sempre stata alta – spiega la consigliera regionale Manuela Rontini, firmataria del documento – ma non deve venire meno. Tanto più in un anno, come questo, dedicato al turismo lento. Per questo, oltre al pieno ripristino dei sentieri danneggiati dal maltempo dei mesi scorsi, bisogna cogliere l’occasione per sostenere una volta di più i Comuni montani nella valorizzazione di questo patrimonio storico e turistico”.

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Il dilagare dei cormorani è un flagello per le specie ittiche

Se fino a qualche tempo fa era inconsueto avvistare dei cormorani nei bacini interni, laghi e fiumi, oggi questi uccelli selvatici sono una presenza costante e numerosa, una causa di gravi danni agli allevamenti ittici.

La crescita dei cormorani in regione è costante, dai 9886 esemplari del 2010 alle 11275 unità del 2016 (secondo i dati dell’Associazione ornitologi Emilia-Romagna), con picchi di 3mila volatili a Ravenna e Ferrara. E si stanno spostando sempre più nelle aree interne, collinari e montane.

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Un altro passo avanti verso il riconoscimento Unesco della Vena del gesso

Appaiono immobili da migliaia di anni, eppure avanzano spedite verso il riconoscimento Unesco. Sono le aree carsiche gessose dell’Emilia-Romagna, candidate all’elenco italiano dei siti naturalistici patrimonio mondiale dell’umanità.

Il sito è costituito da varie aree carsiche, che si estendono dall’Appennino reggiano fino al Faentino (parco regionale della Vena del Gesso romagnola), tutte con peculiarità uniche a livello mondiale.

Il percorso di candidatura del progetto “Grotte e carsismo evaporitico dell’Emilia-Romagna” è stato condiviso di recente nella commissione Ambiente dell’Assemblea legislativa, presieduta dalla consigliera regionale Manuela Rontini, a cui sono intervenuti Massimiliano Costa (direttore dell’Ente parco e coordinatore della candidatura) e l’assessore regionale Paola Gazzolo. Qui è arrivato il primo via libera al protocollo d’intesa istituzionale della candidatura, che a seguito dell’approvazione in Giunta potrà ora continuare con rinnovato slancio il suo percorso.

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Stop del Governo al piano contro il rischio idrogeologico, interventi a rischio anche in Romagna

Il Governo ha cancellato il piano “Italia Sicura”, utilissimo strumento operativo che dal 2014 ha realizzato innumerevoli interventi su tutto il territorio nazionale, sia contro il dissesto idrogeologico che per lo sviluppo delle infrastrutture idriche. Ora quale futuro attende gli interventi previsti nei territori del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale?

Questa la domanda che viene rivolta alla Giunta regionale da un’interrogazione sottoscritta da Manuela Rontini: “Quella del Governo Conte è una scelta francamente incomprensibile. Rinuncia superficialmente ad un mutuo con la Banca europea degli investimenti per 800 milioni di euro, a condizioni estremamente favorevoli, preferendo rivolgersi al mercato dei capitali, con l’incremento di debito pubblico o con l’emissione di obbligazioni, pagando per questa operazione tassi fino a cinque volte più alti rispetto all’operazione con la Bei. L’ennesimo atto schizofrenico di un Governo che a parole dice di perseguire la strada della “spesa razionale” ma nei fatti prende decisioni oltremodo dannose per l’economia e i territori”.

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