Stop alle macchinette mangiasoldi: a Granarolo un nuovo esercizio SlotFree

L’assessora Sangiorgi e la consigliera Rontini hanno consegnato il marchio ai nuovi titolari

Nuova gestione con un’importante novità al Circolo Arci di Granarolo (Faenza). Il locale, che ha sede all’interno della storica Casa del Popolo, punto di riferimento per la comunità e fulcro di tante attività diverse, ha deciso di dismettere le ‘macchinette mangiasoldi’.

Lo scorso sabato pomeriggio, in virtù di questa scelta, l’assessore comunale Simona Sangiorgi e la consigliera regionale Manuela Rontini hanno consegnato ai titolari dell’attività la vetrofania con il marchio SlotFreeER “Dove il gioco d’azzardo non c’è, si vive meglio”.

“Il marchio regionale – spiega la consigliera Manuela Rontini – è riservato a quei locali che, consapevolmente, scelgono di non installare o, come in questo caso, di rimuovere le slot machine all’interno della loro attività commerciale, rinunciando quindi ad un incasso mensile certo, a favore di uno spazio dedicato alla socialità e alla relazione. Una scelta coraggiosa, che va evidenziata, con l’auspicio che altri possano seguirla”.

Un cambio di rotta maturato nell’esperienza quotidiana: “Le ragazze che gestiscono il bar a Granarolo – prosegue la consigliera Rontini – ci hanno raccontato che, prima, c’erano alcuni clienti che giocavano interrottamente, dalla mattina alla sera. Del resto, le cifre parlano chiaro: in Emilia-Romagna, solo nel 2016, la cifra persa (non quella giocata) in macchinette, videolottery, lotto o gratta e vinci è di 1 miliardo e 46 milioni di euro. Ed è il motivo per cui la Regione in questi anni ha promosso azioni di prevenzione e potenziato le iniziative di cura. Ma per sconfiggere la ludopatia, che sta diventando una vera e propria piaga sociale, dobbiamo continuare a lavorare, tutti assieme, perché la dipendenza dal gioco non diventi normalità. È una battaglia di cultura, per le nostre città, a favore della legalità”.

Che cos’è il marchio SlotFreeER

Possono aderire a Slot free ER – tramite i Comuni cui la Regione ha delegato il rilascio del marchio – quelle attività commerciali (nella quali il gioco non è l’attività principale) che non ospitano apparecchi da gioco per vincite in denaro (tipo slot/awp).

Quindi, nello specifico, attività che non hanno mai avviato le procedure per installare apparecchi da gioco che consentono vincite in denaro, oppure attività già in possesso dell’autorizzazione, ma che scelgono di non attivare la procedura di collegamento telematico attraverso l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato (Aams) e, di conseguenza, di non installare apparecchi da gioco. Ancora, attività che abbiano disinstallato gli apparecchi o che non ospitino al proprio interno i cosiddetti ‘totem telematici’ per il collegamento ai siti internet di gioco che permettono vincite in denaro.

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