Rifiuti o sottoprodotti? Continua l’impegno del Pd per chiudere il cerchio

Dalla Regione Emilia-Romagna all’Europa: al lavoro per ridurre la produzione dei rifiuti.

Visita all'impianto di selezione e recupero rifiuti di HeraLe consigliere regionali Pd Manuela RontiniLia Montalti, rispettivamente presidente della Commissione Ambiente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e relatrice della nuova legge regionale sui rifiuti, proseguono il lavoro iniziato con l’approvazione della riforma, insieme all’eurodeputato romagnolo Damiano Zoffoli.

“La legge sui rifiuti recentemente approvata in Regione – affermano Rontini e Montalti – pone come obiettivo la realizzazione di un’economia circolare. Per far questo è fondamentale ridurre la produzione dei rifiuti, ed uno dei passi principali è definire con chiarezza le filiere del riutilizzo e del recupero, in particolare per quel che riguarda i sottoprodotti delle aziende”.

La norma regionale prevede un impegno chiaro e immediato: già nei prossimi mesi, infatti, la Regione Emilia-Romagna attiverà un coordinamento permanente con le associazioni di categoria finalizzato all’individuazione da parte delle imprese dei sottoprodotti per favorire il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione dei rifiuti prodotti.

“Sappiamo però che potremo incidere davvero in maniera efficace su questo tema solo attraverso un’azione coerente con la normativa europea di riferimento. Per questo, in un’ottica di collaborazione tra le diverse istituzioni, – spiegano Montalti e Rontini – stiamo lavorando con il nostro europarlamentare Damiano Zoffoli che ha presentato un’interrogazione alla Commissione Europea per chiedere di migliorare le norme comunitarie in materia di sottoprodotti”.

“Per potere mettere in atto politiche di economia circolare occorre incentivare e rendere favorevole il quadro normativo per il riutilizzo dei sottoprodotti, ma la direttiva vigente in materia, da sola, non è sufficiente a dare fiducia agli operatori industriali che spesso sono costretti a doversi difendere in sede giudiziaria poiché i sottoprodotti vengono, dai più, considerati rifiuti. – spiega l’europarlamentare Pd Damiano Zoffoli – L’auspicio è che l’Unione europea, per sostanze ed oggetti specifici, formalizzi criteri certi, tramite apposite linee guida, per poter definire alcuni materiali sottoprodotti, così da dare certezza alle filiere produttive che vogliono riutilizzarli. È quello che ho chiesto con la mia interrogazione”.

“Siamo convinti – dichiarano in conclusione Rontini, Montalti e Zoffoli – che la realizzazione dell’economia circolare, uno dei cardini delle strategie europee su cui l’UE punterà moltissimo nei prossimi anni, si possa raggiungere solo attraverso una assidua collaborazione tra i territori e Bruxelles, ascoltando le esigenze di cittadini ed imprese, e cercando di tradurle in atti chiari e concreti a tutti i livelli istituzionali. Per quel che ci riguarda, continueremo a lavorare, assieme, esattamente in questa direzione”.

> Il testo dell’interrogazione alla Commissione Europea presentata da Damiano Zoffoli

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One Reply to “Rifiuti o sottoprodotti? Continua l’impegno del Pd per chiudere il cerchio”

  1. CLAUDIO TORRENZIERI

    I sottoprodotti non sono rifiuti
    La nozione di sottoprodotto è introdotta dal Decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205 che definisce “sottoprodotto”: qualsiasi sostanza od oggetto che soddisfa le condizioni di cui all’articolo 184-bis, comma 1, o che rispetta i criteri stabiliti in base all’articolo 184-bis, comma 2.
    L’articolo 184-bis del D.Lgs. n. 152 del 2006, come modificato dal suddetto D.Lgs n. 205 del 2010, sottrae alla disciplina dei rifiuti quei prodotti che possono essere utilizzati per sé o per terzi, senza ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale.
    Il D.Lgs. n. 205 del 2010 prevede, quindi, i criteri di individuazione dei sottoprodotti. Infatti, l’articolo 184-bis dichiara che è un sottoprodotto e non un rifiuto ai sensi dell’articolo 183, comma 1, lettera a), qualsiasi sostanza od oggetto che soddisfa tutte le seguenti condizioni:
    a) la sostanza o l’oggetto è originato da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza od oggetto:
    le sostanze o gli oggetti che derivano dal processo di produzione di una materia (per esempio: legno) e costituiscono residui della lavorazione (per esempio: trucioli di legno) saranno considerati, a seconda delle caratteristiche qualitative, sottoprodotti.
    b) è certo che la sostanza o l’oggetto sarà utilizzato, nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione o di utilizzazione, da parte del produttore o di terzi:
    l’oggetto o la sostanza devono essere utilizzati nel corso dello stesso oppure di un successivo processo di produzione oppure di utilizzazione da parte dello stesso produttore o anche da parte di terzi soggetti.

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