Proprietà indivisa, tante novità dalla normativa regionale

Garantiti più facilmente i diritti di chi è assegnatario di un alloggio

Cambiano le norme sulla cosiddetta “proprietà indivisa”, questione che tocca tradizionalmente società cooperative (a responsabilità limitata) costituite e formate da persone che si associano pagando una quota del capitale sociale e ottenendo, in cambio, l’assegnazione dell’alloggio in uso a canone agevolato, in genere però senza mai diventarne proprietarie.

Per gli assegnatari sarà ora più facile ottenere il passaggio dell’alloggio a proprietà individuale, grazie all’approvazione, da parte dell’Assemblea legislativa regionale, delle “Modifiche legislative in materia di politiche sociali, per le giovani generazioni e abitative conseguenti alla riforma del sistema di governo regionale e locale”. Il provvedimento definisce appunto i criteri e le procedure per la trasformazione degli alloggi realizzati con contributo pubblico, in locazione o assegnazione in godimento permanente, in alloggi a proprietà individuale.

“Le cooperative a proprietà indivisa che avevano usufruito di agevolazioni pubbliche per realizzare unità abitative da assegnare ai propri soci, potevano essere autorizzate dalla Regione a cedere gli alloggi agli assegnatari, trasformandoli quindi in proprietà individuale, dietro il rimborso di parte del contributo pubblico ricevuto. Sarebbe bastato il voto contrario di un solo socio, però, per bloccare tutto il procedimento. – spiega Manuela Rontini, presidente della Commissione regionale Territorio – Tecnicamente, con la normativa votata oggi, si dà il via libera al passaggio da proprietà indivisa a proprietà individuale, a fronte di una richiesta di autorizzazione che interessi almeno il 50 per cento degli alloggi facenti parte dell’intervento realizzato con il contributo pubblico, non più il 100 per cento com’era previsto fino ad ora”.

“La parte di contributi così recuperata – prosegue la consigliera regionale – rientrerà nella disponibilità della Regione, che potrà reinvestirli nell’ambito delle programmazioni di edilizia residenziale sociale per sostenere la realizzazione, il recupero o l’acquisto di alloggi da destinare alle famiglie che necessitano di abitazioni a canone calmierato. Anche questo è un tassello del ventaglio delle politiche che stiamo costruendo in Emilia-Romagna per rispondere al bisogno di casa come obiettivo di welfare urbano”.

Avevo avanzato una proposta analoga già in un’interrogazione alla Giunta nell’aprile dell’anno scorso. Si tratta di un importante passo, perché ci allineiamo alla legge nazionale e perché, in un quadro normativo estremamente complesso, stabiliamo che anche le cooperative che hanno realizzato interventi in proprietà indivisa che si trovano in procedure concorsuali (come liquidazioni coatte, fallimenti o concordati) possono cedere a terzi il patrimonio eventualmente non trasformato in proprietà individuale, ma solo a condizione che sia garantito il diritto di godimento degli stessi alloggi agli assegnatari. – conclude Rontini – L’importanza di questa modifica normativa si traduce con il fatto che tutte le famiglie che, oggi, si trovano a vivere in abitazioni a proprietà indivisa di soggetti in crisi non perderanno il loro diritto di abitazione”.

> Il testo della legge

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