Meno partecipate, più risparmi 

Fusioni, dismissioni, riorganizzazioni e risparmi per 9 milioni di euro. Il piano che la Giunta regionale ha messo in campo sul fronte delle società a partecipazione pubblica (parziale o totale) è coraggioso e getta le basi per le scelte degli anni a venire in diversi settori, dal sistema fieristico al digitale, dalle infrastrutture ai servizi per il turismo.

Non si tratta di tagli, dunque, ma di una riorganizzazione pensata e voluta affinché il territorio regionale sia pronto a rispondere alle sfide degli anni a venire.

Come nel caso del digitale, dove dalla fusione tra Lepida e Cup2000 nascerà un nuovo polo specializzato in progettazione e sviluppo di servizi di Information and communications technology (ad esclusione dei servizi di prenotazione sanitaria che saranno scorporati).

Per l’attrazione degli investimenti ed il supporto alla ricerca industriale, startup incluse, nascerà una nuova società dalla fusione tra Aster ed Ervet, un soggetto con particolari competenze nell’ottenimento e gestione dei fondi europei.

Ferrovie Emilia-Romagna (Fer) e Apt servizi (promozione turistica), saranno mantenute indipendenti, ma riordinate al loro interno.

La Regione dismetterà poi le proprie partecipazioni dai centri agro-alimentari di Parma, Bologna e Rimini, da Piacenza Expo, dalle terme di Castrocaro e da quelle di Salsomaggiore e Tabiano. Cessioni in vista anche per le quote in Società attracchi parmensi, Infrastrutture fluviali srl, Fmb.

Confermata, invece, la presenza regionale nell’Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori (Irst), nelle fiere di Bologna, Rimini e Parma (con l’obiettivo di creare un’unica società fieristica regionale, in grado di competere a livello internazionale), nell’aeroporto Marconi di Bologna, in Tper (trasporti pubblici su gomma e ferro), nel porto intermodale di Ravenna (Sapir), in Banca popolare etica e in Reggio Children.

Dalla vendita di quote è previsto un incasso pari a 11 milioni di euro, mentre i risparmi ammonteranno a 9 milioni (5 di costi di gestione e 4 dalla riduzione di finanziamenti).

Il piano operativo di razionalizzazione o dismissione, che non inciderà sui livelli occupazionali, sarà pronto entro la fine dell’anno.

> Le SLIDE sul processo di dismissione o riordino delle partecipate

 

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