Lavoratori della “Gig economy”: il percorso per i diritti parte dall’Emilia-Romagna

DSC01878Nelle grandi città il commercio elettronico si è esteso, ormai da tempo, al settore della consegna a domicilio dei pasti. Perciò i riders addetti alle consegne, o ciclofattorini, sfrecciano sempre più numerosi sulle strade urbane in una corsa contro il tempo.

Si tratta di nuovi posti di lavoro dagli orari flessibili, ideali per gli studenti, però poco tutelati. Per cercare di fissare una serie di garanzie minime in questo settore, in cui difficilmente si possono applicare le classiche forme di protezione, nel mese di maggio è stata firmata a Bologna la “Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano”.

Un documento sostenuto dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, che con una propria risoluzione (approvata all’unanimità) ha chiesto alla Giunta regionale “di attivarsi affinché i principi contenuti nella Carta siano inseriti nel Patto per il lavoro” estendendoli a tutto il territorio regionale, sollecitando inoltre il Parlamento ad adottare norme in merito.

Il documento bolognese, primo accordo in Europa sul tema della cosiddetta Gig economy declinata nelle consegne di cibo a domicilio, è stato siglato dal sindaco del capoluogo emiliano Virginio Merola, dall’assessore al Lavoro Marco Lombardo, da Riders Union Bologna, dai segretari di Cgil, Cisl e Uil e dai vertici di Sgnam e Mymenu, marchi della società Meal srl.

L’iniziativa ha riscosso l’interesse di altri colossi del settore food delivery (come Foodora, Just Eat e Deliveroo), che non hanno aderito al momento solo a causa del carattere locale dell’iniziativa. Il documento ha poi fatto notizia, citato dalla stampa nazionale e al festival dell’Economia a Trento, fino all’incontro del neo ministro del Lavoro Luigi Di Maio che ha che ha ricevuto a Roma il sindacato bolognese dei fattorini.

“La Carta di Bologna sta facendo scuola, riscuotendo attenzione a tutti i livelli – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini –. La sfida, per tutti, dev’essere ora quella di promuovere la crescita delle piattaforme digitali senza abbassare le tutele dei lavoratori, specie per quanto concerne dignità e sicurezza sul lavoro. La risoluzione approvata in Assemblea legislativa va in questa direzione. La Carta può essere il primo passo verso la promozione di una nuova cultura sul lavoro digitale in Italia, estendendo i diritti a tutti i lavoratori dei diversi settori della Gig economy. La pedalata dei diritti, per queste nuove figure professionali, parte dall’Emilia-Romagna”.

> Il testo della Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano

> Il testo della risoluzione approvata

Condividilo:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.