Il Patto per il lavoro punta sui giovani: 260 milioni di euro per l’occupazione di ragazze e ragazzi

Una Rete attiva per il lavoro e “Sportelli giovani” a cui neo diplomati e neo laureati potranno rivolgersi subito, dal giorno dopo l’acquisizione del titolo di studio. Oltre ad un potenziamento dell’orientamento sulle scelte future, spazi di coworking e fablab (per relazioni e creatività), più formazione tecnica e maggior sostegno allo studio universitario.

Sono alcuni dei frutti del Patto “Giovani Più” (siglato tra Regione Emilia-Romagna e parti sociali, enti locali, università e associazioni No profit) che estende il Patto per il lavoro già in atto dal 2015 con 260 milioni di euro per favorire l’occupazione giovanile.

“I numeri testimoniano che il Patto varato a inizio legislatura sta funzionando – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini – tanto è vero che dal 2015 la crescita regionale è più che raddoppiata, il tasso di occupazione è salito al 70 per cento, dato più alto in Italia, mentre il tasso di disoccupazione quest’anno si sta avvicinando al 6 per cento. Ora però bisogna concentrare gli sforzi sui più giovani, in special modo quelli più sfiduciati. Per questo l’investimento della Regione su di loro rappresenta un elemento chiave per dare competenze e prospettive ai professionisti del futuro”.

L’obiettivo è quello di essere più vicini ai giovani nella ricerca o nella creazione di lavoro, possibilmente un lavoro di qualità, non precario e con la giusta retribuzione. Per farlo sono previsti anche percorsi di presa in carico personalizzati, il rafforzamento delle opportunità di studio post diploma e post laurea, un accesso al credito personalizzato per creare nuove imprese o rafforzare le proprie start up.

> Il portale con le opportunità di Giovani Più

 

[Foto CC]

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