Fondi a sostegno dell’innovazione digitale dei liberi professionisti

Due milioni di euro di risorse destinate ai professionisti emiliani e romagnoli che, per aumentare la propria competitività, vorranno puntare sulla digitalizzazione dei servizi, abbracciando un’innovazione in grado di generare buona occupazione.

L’opportunità è offerta da un nuovo bando regionale, con risorse dai fondi europei Por Fesr 2014-2020, aperto fino al 26 giugno (salvo raggiungimento anticipato di 200 richieste).

Possono partecipare al bando sia i liberi professionisti iscritti a ordini o collegi professionali, sia quelli non iscritti ad alcun ordine, titolari di partita Iva, in forma singola o associata.

Il bando eroga contributi a fondo perduto per il 40 per cento dell’investimento ammissibile, che arriva al 45 per cento in caso di incremento occupazionale, di una rilevante componente femminile o giovanile, del rating di legalità o di sede localizzata in area montana oppure nelle aree svantaggiate indicate dal bando. Gli interventi sostenuti dal bando riguardano l’innovazione tecnologica, il riposizionamento strategico sul mercato e nel caso di forme aggregate la promozione di azioni di marketing e di internazionalizzazione.

I progetti di investimento, da realizzare entro l’anno in corso, non potranno avere un costo inferiore a 15mila euro, mentre il contributo massimo potrà essere di 25mila euro a progetto.

Sono ammesse spese per l’acquisto di attrezzature e infrastrutture digitali: siti web, miglioramento della connettività di rete, digitalizzazione e dematerializzazione dell’attività, sicurezza informatica, fatturazione elettronica, cloud computing. Gli investimenti possono riguardare anche l’acquisizione di brevetti, licenze software, consulenze specializzate per la gestione delle applicazioni Ict e studi di fattibilità per aggregazioni professionali fino al 30 per cento del totale, compresi i costi relativi ai manager di rete. Ammesse, infine, spese accessorie di carattere edilizio strettamente connesse alla installazione e posa in opera dei beni strumentali, nel limite massimo di 5mila euro.

> Il testo del bando

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