Disco verde per la legge sulla mobilità ciclistica, ma adesso c’è da pedalare

Un voto unanime, una pedalata bipartisan che ha trasformato per un attimo l’Assemblea regionale dell’Emilia-Romagna in un tandem. Il testo sulla mobilità ciclistica regionale, presentato dalla Giunta, è diventato legge tagliando il traguardo il 30 maggio in un tripudio di concordia, dopo un percorso di quasi due anni che lo ha visto fare tappa attraverso un gran numero di associazioni ciclistiche e ambientali.

“Si tratta di una legge certamente ambiziosa – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini, presidente della Commissione mobilità – che vuole rendere le città e i territori a misura di ciclisti e pedoni, tanto nell’utilizzo quotidiano della bicicletta quanto in chiave di valorizzazione turistica”.

Per farlo il provvedimento istituisce le ciclovie regionali (anche recuperando ferrovie dismesse o sugli argini dei fiumi), prevede un piano economico e di manutenzione per le piste ciclabili, misure per il contrasto ai furti (con i registri della marcatura) e la creazione di nuove velostazioni, che permettano una vera intermodalità con il trasporto pubblico.

La prima legge regionale sulla ciclabilità

“Non si tratta certo di buone intenzioni – sottolinea Rontini – dato che entro la fine della legislatura la Regione investirà 25 milioni di euro sulla mobilità ciclistica, 10 dei quali destinati subito a un bando per Enti locali, Agenzie e società di trasporti, per progetti di promozione della mobilità ciclabile, piste ciclabili o ciclovie turistiche. Altri 8 milioni andranno per progetti dei Comuni con più di 50mila abitanti. Diamo seguito così alla realizzazioni degli ultimi 15 anni, che hanno visto triplicare la rete ciclabile regionale”.

Saranno finanziati interventi di ricucitura tra piste esistenti, ampliati i servizi per i ciclisti e aumentata l’integrazione tra bici e treno.

“Soprattutto – sottolinea Rontini – per ogni nuova strada realizzata dovrà essere prevista una nuova pista ciclabile, anche non adiacente come prevedeva la vecchia normativa. E chi non rispetterà le misure sulla ciclabilità non potrà beneficiare di contributi regionali”.

Gli investimenti messi in campo mirano a raddoppiare la percentuale di spostamenti in bici e a piedi sul territorio (oggi la percentuale degli emiliani e romagnoli che sceglie la bici ogni giorno è al 10 per cento), dimezzando entro il 2020 le vittime sulla strada. Un obiettivo ambizioso per cui… c’è da pedalare.

> Il testo della legge

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