Casa, 36 milioni dalla Regione: bonus affitto per le famiglie in difficoltà

Fino a 6 mensilità in un anno, per un contributo che potrà arrivare a 3mila euro. È il bonus affitto che la Regione mette a disposizione delle famiglie residenti in Emilia-Romagna che faticano a pagarlo, vuoi per la perdita di lavoro, un lutto, una grave malattia in famiglia, e un problema che diventa spesso insormontabile.

Un aiuto concreto reso possibile dal rifinanziamento del Fondo sociale per l’affitto, con oltre 36 milioni di euro in tre anni. Di questi, quasi 13 milioni sono disponibili già per il 2019. Negli ultimi quattro anni, il finanziamento del Fondo era stato possibile solo nel 2017, con 3,7 milioni, limitato però ad alcuni Comuni.

Grazie al Fondo affitti, i Comuni potranno concedere alle famiglie che stentano a pagare il canone di locazione della casa in cui abitano, un contributo che potrà variare da due a sei mensilità, per un tetto massimo di 3mila euro. Requisiti necessari per ottenere il contributo, risiedere in Emilia-Romagna e dichiarare un reddito Isee compreso tra 3mila e 17mila euro.

“Si tratta di un importante intervento di inclusione sociale – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini – a sostegno delle famiglie in difficoltà economica. Quest’anno la dotazione del Fondo risulta aumentata del 20 per cento rispetto al 2015, segno dell’attenzione della Regione per le politiche sociali”.

L’importo del contributo da assegnare ai cittadini è a discrezione dei singoli Comuni, ma è ipotizzabile un ampliamento della platea dei beneficiari che, secondo le stime, si avvicinerà ai 36mila nuclei familiari. Infatti, 4 anni fa con gli 11 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione avevano ricevuto i contributi circa 10mila persone.

Il riparto delle risorse avviene per distretto socio-sanitario, ma per il 50 per cento sulla base del numero delle famiglie residenti, per il 25 per cento rispetto alle risorse concesse ai singoli Distretti nel 2015 e per il restante 25 per cento in base al numero di richieste soddisfatte sempre nel 2015. Ai Comuni spetta invece il compito di indire i bandi rivolti alle famiglie per la richiesta del contributo.

Un’altra novità del Fondo affitti è la raccolta, richiesta ai Comuni, di alcune informazioni sui nuclei familiari in affitto (non nel patrimonio Erp), che dichiarano un reddito Isee fino a 41mila euro: una richiesta di collaborazione, facoltativa, utile a definire la fotografia del disagio abitativo presente in regione e per programmare l’utilizzo delle prossime risorse. Per questo, contemporaneamente ai Bandi per l’assegnazione delle risorse 2019, sarà possibile per i nuclei famigliari, compilare un modulo per la raccolta delle informazioni richieste (dal genere di occupazione al tipo di contratto di locazione).

 [Foto CC]

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