Rigenerazione urbana: bando da 36,5 milioni di euro

Primi frutti della nuova legge urbanistica

Riqualificazione degli spazi urbani, riuso del patrimonio edilizio esistente e consumo zero di suolo per città più belle, verdi e vivibili. Con 36 milioni e mezzo di euro la Regione vara un bando per finanziare progetti di riqualificazione e rigenerazione promossi dalle amministrazioni pubbliche locali per migliorare la qualità urbana dei centri abitati. È il primo atto concreto della nuova legge urbanistica regionale, approvata a fine 2017 dall’Assemblea legislativa.

Il provvedimento esclude opere spot, limitate e svincolate dal contesto socio-ambientale. Premierà infatti i Comuni capaci di una progettazione urbanistica a 360 gradi, che dovranno presentare una strategia complessiva di rigenerazione urbana capace di mettere insieme soluzioni edilizie innovative, spazi verdi e per la collettività, cessazione di situazioni di degrado o sfregio ambientale. Quegli Enti, cioè, che nella pianificazione urbanistica si impegnino a privilegiare gli interventi di riqualificazione e riuso del patrimonio edilizio e infrastrutturale esistente, abbandonando la vecchia logica dell’espansione urbana senza limiti a discapito delle esigenze di riuso, conservazione e salvaguardia del territorio e del verde extraurbano. Ogni progetto potrà avere un sostegno fino a 1,5 milioni di euro, con un co-finanziamento analogo. Secondo le stime, il bando porterà dunque a interventi sul territorio per un valore di 50-60 milioni di euro.

“Con questo bando la Regione mette in pratica i principi della nuova legge urbanistica –  commenta la consigliera regionale Manuela Rontini, presidente della commissione Territorio Ambiente e Mobilità – premiando chi riutilizza e riqualifica spazi esistenti, senza consumare territorio vergine. Un radicale cambio di mentalità, in cui il settore pubblico si fa motore di una trasformazione positiva, per far uscire dal degrado intere zone a beneficio di tutti”.

Lunedì 23 aprile alle 9:30, nella cosiddetta “terza torre” del quartiere fieristico di Bologna, si terrà un primo convegno sul nuovo bando, per confrontare tra loro strumenti e pratiche di rigenerazione urbana. Tra maggio e giugno, poi, si terranno altri seminari di taglio pratico-operativo per aiutare i Comuni nella predisposizione della documentazione richiesta dal bando.

Il bando: 36,5 milioni di finanziamenti pubblici 
Bando rigenerazione urbana 2018Bando rigenerazione urbana 2018

Delle risorse complessivamente disponibili, 30 milioni di euro provengono dai Fondi di sviluppo e coesione (Fsc) e saranno destinati alla realizzazione o riqualificazione di opere pubbliche o di pubblica utilità come scuole, biblioteche, edifici pubblici, parchi e spazi pubblici. Una quota non inferiore a 10 milioni di euro delle risorse Fsc è riservata ai Comuni con meno di 50mila abitanti.

Altri 6,5 milioni di euro sono invece risorse ex Cassa depositi e prestiti (Cdp) e saranno finalizzati a politiche di social housing per il recupero o la costruzione di alloggi di proprietà pubblica, e delle relative dotazioni territoriali.

Le risorse saranno erogate a fronte di un impegno diretto delle amministrazioni pubbliche che intendono avanzare progetti sotto forma di un cofinanziamento minimo obbligatorio delle opere in previsione. Una percentuale di compartecipazione finanziaria che varia dal 30 al 50 per cento – sia nel caso di fondi Fsc che di fondi Cdp – a seconda che si tratti di interventi nei Comuni sopra o sotto la soglia dei 50mila abitanti. In rapporto a quest’ultimo criterio cambia anche l’importo massimo finanziabile di ciascuno intervento: rispettivamente 1,5 e 1 milione di euro per le risorse Fsc e 1 milione e 700mila euro per i finanziamenti Cdp.

No a opere spot, servirà una “strategia complessiva” di rigenerazione urbana
Bando rigenerazione urbana 2018Bando rigenerazione urbana 2018

Possono partecipare al bando Comuni singoli, associati o Unioni di comuni che presentano non un progetto svincolato dal contesto socio-ambientale, bensì una strategia complessiva di rigenerazione urbana, con l’indicazione dei singoli interventi candidati al finanziamento. I Comuni che fanno domanda insieme dovranno indicare un Comune capofila per i rapporti con la Regione in tutte le fasi della procedura. Il ruolo di capofila può essere assunto anche dalla Città metropolitana di Bologna in riferimento a Comuni o Unioni di comuni comprese nel proprio territorio.  Le domande possono essere presentate entro il 17 settembre 2018.

Il compito di selezionare i progetti sarà affidato a un apposito nucleo di valutazione composto da membri interni all’amministrazione regionale, integrato da un rappresentante dell’Associazione nazionale Comuni italiani.

I criteri di valutazione: cantierabilità certa e copertura finanziaria

Le candidature saranno valutate sulla base di alcuni criteri: qualità complessiva della strategia di rigenerazione, cantierabilità certa, idonea copertura finanziaria degli interventi e delle azioni previste, in particolare per quanto riguarda la quota obbligatoria di cofinanziamento. E ancora: coerenza e efficacia della strategia sotto i profili ecologico-ambientale, urbanistico-architettonico e, infine, sociale, culturale ed economico.

In particolare, entro il 31 dicembre 2019 i Comuni che si candidano a realizzare gli interventi utilizzando le risorse Fsc dovranno avere appaltato i lavori, pena la decadenza dall’assegnazione delle risorse e la revoca di quelle erogate.

Punteggi aggiuntivi potranno essere assegnati se il progetto è esito di concorsi di progettazione, se contribuisce alla qualificazione della rete dei trasporti o se all’interno della strategia complessiva sono previsti interventi per promuovere la mobilità sostenibile, ad esempio la realizzazione di ciclovie di interesse regionale.

Chiusa la fase della valutazione dei progetti con l’approvazione della graduatoria e l’assegnazione delle risorse, si apre quella successiva di concertazione tra Comuni selezionati e Regione che porterà alla firma di un vero e proprio “contratto di rigenerazione urbana”, con il dettaglio degli interventi e delle azioni proposte, il piano economico-finanziario e il relativo cronoprogramma di attuazione.

> Informazioni sul bando e sulle procedure da seguire

> Il programma del convegno del 23 aprile

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