Rimborsi integrali per gli agricoltori danneggiati dalla fauna selvatica

Animali sbranati a Taibo, Valle SavioGli imprenditori agricoli che abbiano subito un danno dalla fauna selvatica, con capi sbranati o coltivazioni danneggiate, non subiranno anche la beffa del rimborso parziale. L’Emilia-Romagna, infatti, sta per diventare la prima Regione in Italia a riconoscere agli agricoltori fino al 100 per cento dei danni subiti, e non solo da specie selvatiche protette (come accade oggi) ma anche da quelle non tutelate che vivono in zone protette (parchi naturali, riserve, oasi di protezione, zone di ripopolamento).

“Merito di un accordo raggiunto tra la Regione e la Commissione europea – commenta la consigliera regionale Manuela Rontini – un lavoro di coordinamento mirato a cambiare le regole sugli aiuti di Stato. Segno che quando si interviene in modo serio, sul merito dei problemi e lontani dai proclami, l’Europa si dimostra diversa da come la dipingono tante leggende metropolitane”.

Verranno meno, in pratica, i limiti previsti oggi dai cosiddetti de minimis’ (dai 15 ai 30mila euro di rimborso nell’arco di tre anni), aprendo la strada a contributi che potranno coprire integralmente i danni subiti. Sono compresi anche il rimborso dei capi uccisi e le cure veterinarie per quelli feriti.

La delibera di Giunta è stata presentata nei giorni scorsi alla II commissione dell’Assemblea legislativa. L’atto prevede anche finanziamenti per interventi di prevenzione delle produzioni zootecniche come recinzioni metalliche (fisse, miste, elettrificate semipermanenti e mobili), dissuasori faunistici che si attivano automaticamente (emettendo suoni o luci) e acquisto di cani da guardia a protezione delle greggi.

Le spese per la protezione delle produzioni vegetali interessano le recinzioni perimetrali, sia contro i selvatici sia anti-uccelli, quelle elettriche e i dissuasori faunistici, come i cannoncini acustici o i palloni, per la difesa da storni, gazze e cornacchie.

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