Vitalizi degli ex consiglieri: l’Emilia-Romagna continua a ridurre i costi della politica

“Sobrietà e buon senso. Chiediamo a tutti di fare la propria parte, per contribuire a far risparmiare la Regione”

Manuela Rontini in Aula, durante l'illustrazione del progetto di legge regionale che taglia i vitalizi agli ex Assessori e Consiglieri, di cui è relatrice e firmatariaCondivisione ampia, in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, per la legge del Partito democratico che riforma i vitalizi degli ex consiglieri e assessori regionali: “Una serie di norme di buon senso – commenta la consigliera Manuela Rontini, relatrice del provvedimento – un atto di equità, in sintonia con le richieste dei cittadini”.

Questo tipo di benefici non esiste già più, oggi, né per i consiglieri attuali né per quelli futuri. La legge interviene sul passato, su chi già ne sta beneficiando o chi sta per maturarne il diritto, con un innalzamento progressivo dell’età per accedere all’assegno, un contributo di solidarietà per 36 mesi ed il divieto di cumulo con altri benefici.

L’approvazione è avvenuta con il voto favorevole di Pd, Sinistra italiana e Movimento 5 stelle. Astenuti Lega nord, Fratelli d’Italia e Movimento democratici e progressisti.

“Con l’approvazione di questa legge – spiega Rontini – completiamo quanto abbiamo iniziato a fare appena insediati, riducendo le nostre indennità, eliminando il Tfr e azzerando le spese dei gruppi assembleari. Intendiamo così proseguire nell’opera di contenimento dei costi della politica in Emilia-Romagna, salvaguardando quelli per la democrazia, all’insegna di una maggiore equità”.

La riforma, che si stima possa portare un risparmio di un milione di euro in tre anni, poggia su tre pilastri. L’innalzamento dell’età per l’erogazione del vitalizio che passa da 60 anni a quella richiesta per la generalità dei dipendenti pubblici per l’accesso alla pensione di vecchiaia (66 anni e 7 mesi). Il contributo di solidarietà per gli assegni in pagamento, per la durata di un triennio, con percentuali dal 6 al 12 per cento a seconda dell’importo. Infine l’introduzione del divieto di cumulo con altri vitalizi, come quelli di parlamentare nazionale, europarlamentare o assessore regionale.

I consiglieri nati fra il 1957 e 1963 (che ancora non hanno compiuto il sessantesimo anno di età) potranno conseguire il vitalizio a 60 anni ma con una penalizzazione permanente e progressiva, in funzione del periodo di anticipo richiesto.

“Prima di arrivare a questa proposta – continua la consigliera Rontini – e durante l’iter in Commissione, abbiamo voluto raccogliere pareri autorevoli per ridurre il più possibile il rischio di ricorsi che vanificherebbero il nostro sforzo. Un atto di buon senso che chiediamo alle generazioni precedenti, per un trattamento più omogeneo e in sintonia con le richieste dei cittadini. Una revisione organica che tiene insieme criteri di riduzione della spesa pubblica con principi di equità e solidarietà, proseguendo nella tradizione di sobrietà che da sempre ha caratterizzato questo Ente”.

“Dalla Giunta guidata dal presidente Bonaccini e dall’Assemblea legislativa vogliamo che sia forte e chiaro un richiamo al rigore. Le somme risparmiate sosterranno politiche in campo economico e sociale, come sicurezza, legalità e qualità del lavoro, sostegno al microcredito per lo sviluppo dell’imprenditorialità. Un modo, anche questo, per testimoniare la credibilità e la trasparenza del nostro modo di fare politica in Emilia-Romagna” conclude Rontini.

> L’illustrazione del provvedimento in aula

> La dichiarazione di voto

> Il servizio del TG3 sull’approvazione della legge

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